Nel nostro lavoro con i minori e le famiglie, la metodologia utilizzata nasce dalla filosofia dell’educazione e in particolare dal pensiero di Massa, che a sua volta si rifaceva a Dewey e alla pedagogia di Don Milani, che mette al centro l’esperienza e il fare con come modello educativo insieme all’interesse e alla cura per il minore e per il sistema nel quale vive. In relazione al tipo di bisogno, di fragilità o di progetto da costruire, le diverse proposte racchiuderanno al loro interno,

  • l’accoglienza e l’ascolto, dei loro bisogni delle richieste, delle paure e delle aspettative.
  • l’incontro con l’altro, che sia un adulto o un coetaneo, come palestra di relazioni e di convivenza. La relazione è la dimensione privilegiata che si può sperimentare in tutti i momenti tra i pari, con gli adulti e nelle sue sfaccettature dettate molte volte dalle emozioni e dai vissuti che ogni giorno i minori portano
  • il protagonismo, perché sono i minori stessi e le loro famiglie a impegnarsi a portare avanti il proprio progetto, a poter definire bisogni e priorità
  • la relazione di fiducia e l’autonomia. I minori spesso chiedono la libertà di uscire e fare delle prime esperienze da soli, Costruiamo quindi, insieme alla famiglia questo percorso verso l’autonomia con piccole prove quotidiane (muoversi sul territorio in autonomia, predisporre il materiale necessario per l’attività…)
  • le regole e la partecipazione attiva. Come in ogni rapporto o relazione, esistono delle regole di base (orari, utilizzo dei cellulari, responsabilità di ognuno…), che vengono, alcune, costruite e condivise con i minori affinché la regola sia condivisa e rispettata seriamente.
  • la cura verso gli altri e verso gli ambienti. Prendersi cura dell’altro è un insegnamento prezioso e  i ragazzi lo possono sperimentare sia su loro stessi, (l’educatore di riferimento che si prende cura di ognuno e la comunità che si prende in carico il minore) ricevendo la cura, sia come caregiver nei confronti dei loro pari. La cura passa attraverso l’aiuto nello studio ma anche durante le attività e la cura dell’ambiente e dei materiali che sono di ogni ragazzo.
  • la creatività e l’espressione di sé. Attraverso diverse attività che possano aiutare il minore a sperimentare passioni, competenze e capacità in modo la rinforzare l’autostima.
  • l’avere un progetto. I ragazzi vengono sensibilizzati ad avere un loro progetto per darsi delle mete da raggiungere e significare il loro essere presenti e partecipi. Il progetto dà loro un senso e un valore all’esperienza, che spesso è faticosa perché molto differente dagli altri ambienti in cui vivono. Per l’équipe educativa è molto importante declinare progetti individuali specifici, al fine di poter scegliere gli strumenti e gli stili educativi che più si adeguano alla situazione di ognuno. Il progetto diventa un lavoro artigianale che mette in luce le risorse del ragazzo e che studia strategie per far sì che possa realizzarlo al meglio.
  • la rete che ti sostiene e ti accompagna. Far capire a un minore che ci sono tante persone attorno che lo sostengono e lo accompagnano in questo percorso è importante perché significa apprendere il valore della collaborazione e la cooperazione.